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LETTERE A KANT


: 88-8101-287-1
Prezzo: €15,00
LETTERE A KANT

Le riflessioni qui sviluppate mettono, da un lato, in evidenza alcune aporie da cui Kant non è uscito sia per quanto concerne l’ambito della fondazione etica (separazione e inconciliabilità di Io empirico ed Io trascendentale) sia per quanto concerne l’ambito della conoscenza (separazione rigorosa e inconciliabile di Verstand e Vernunft); dall’altro dimostrano che se al soggetto-conoscenza solus ipse e pre-linguistico, teorizzato da Kant, affianchiamo la suddivisione-distinzione di ragione teoretica e ragione pratica, notiamo che nonostante il tentativo della Critica del giudizio intesa come anello di congiunzione tra mondo fenomenico (Critica della ragion pura) e mondo noumenico (Critica della ragion pratica), non solo la ragione umana ha difficoltà a trovare la sua autosintonia (Selbsteinstimmigkeit) a cui Kant tanto aspirava, ma diventa anche impossibile portare avanti il tentativo kantiano di voler fondare universalmente l’etica e, in ultima istanza, la filosofia e la scienza. Per superare le aporie e il conflitto creati da Kant in seno alla stessa ragione e pensare in termini di fondazione dell’etica o di filosofia e scienza e/o di scienze sociali, le sei lettere qui indirizzate a Kant sono state pensate come riflessioni alternative secondo la chiave di lettura trascendentalpragmatica, in base al doppio passaggio elaborato da Karl-Otto Apel: dall’Io conoscente al co-soggetto o intersoggetto e dalla separazione-distinzione di ragione pratica, ragione teoretica e ragione estetica all’unitarietà di queste tre accezioni di ragione nella ragione argomentativa.
In tutta una serie di passaggi, in cui viene chiamata in causa la fenomenologia quanto l’ermeneutica, la logica delle scienze sociali quanto la teoria della conoscenza, la “fine della filosofia” quanto una sua riproposizione in chiave postmetafisica, le Lettere a Kant mettono a fuoco i molti problemi odierni che minacciano l’umanità e le possibili soluzioni sul piano teoretico e pratico che l’etica del discorso di Karl-Otto Apel, diversamente dall’etica formulata da Kant, ha saputo elaborare in modo chiaro, illuminante e controcorrente.


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