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IL DESTINO DELLE IMMAGINI


: 978-88-8101-451-4
Prezzo: €16,00
IL DESTINO DELLE IMMAGINI

Uno dei segni di ciò che si è chiamato modernità è stato il superamento della grande tradizione dell`estetica classica, che, a partire da Aristotele, è nata e si è sviluppata sotto il segno delle “poetiche”. Questa tradizione ha definito un “regime mimetico” dell`arte, fondato sul rapporto fra costruzione dell`intreccio, mythos, e azione, praxis, il primo essendo pensabile proprio come mimesis praxeos. Il regime mimetico dell`arte ha contrassegnato tutta l`estetica classica perché fondato su una concezione della forma come principio attivo da applicare alla passività della materia. Questo modello classico dell`attività dell`idea (e della sua dicibilità), e della ricettività della materia (e della sua visibilità), ha avuto diverse “riprese” in questo secolo, anche da parte di filosofi che si sono occupati occasionalmente di cinema. Tra gli altri, è sufficiente pensare alla ripresa di Aristotele operata da Galvano della Volpe nel Verosimile filmico, incentrata sulla “discorsività” delle immagini, o alla matrice platonica della concezione di Alain Badiou del cinema come “luogo” di “visitazione” dell`idea. (Da "Il regime estetico delle immagini "di Roberto De Gaetano)


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