Mercoledì 20 febbraio ore 18.00 sul Terrazzo Pellegrini presentazione del romanzo di Pierfranco Bruni “Passione e morte. Claretta e Ben”. PDF Stampa E-mail
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Mercoledì 20 febbraio ore 18.00 sul Terrazzo Pellegrini presentazione del romanzo di Pierfranco BruniPassione e morte. Claretta e Ben”.

Ne parleranno lo storico Coriolano Martirano, il giornalista Pasqualino Pandullo e il critico letterario Alberico Guarnieri.

Un libro intenso e dolente “Passione e morte, Claretta e Ben” di Pierfranco Bruni, un romanzo che ridisegna i contorni della storia d’amore tra Claretta Petacci e Benito Mussolini in maniera inedita e straordinaria.

Un romanzo che ha aperto un vasto dibattito nazionale all’interno della dialettica sia letteraria che storica. Pierfranco Bruni, infatti, recupera la drammatica e “illuminante” avventura – destino tra Claretta Petacci e Benito Mussolini e ne traccia, nella temperie del Fascismo morente, un romanzo.

La storia c’è ma la si cattura al di fuori del rappresentato in un romanzo che ha come centralità, certamente, il legame tra Claretta Petacci e Benito Mussolini ma ha soprattutto come elemento narrante la figura di un Claretta che per il troppo amore si è lasciata morire.

Il concetto di “passione” nel romanzo di Pierfranco Bruni può essere letto in una articolazioni di metafore e di collocazioni non solo dentro la sensualità di un rapporto ma anche nella religiosità dell’amore. In questo caso di amore e morte.

Infatti la “passione”, che campeggia nel titolo, ma si evince in tutte le oltre 150 pagine del testo che fanno da controcanto alla prima edizione (una piccola plaquette di poche pagine risalente al 1996 dal titolo “Claretta e Ben. Il mio amore è con te”) si intreccia con la “morte”.

Passione e morte, dunque, si legano nel destino di due personaggi che vengono recuperati come riferimenti non soltanto letterari ma si inseriscono in una pagina che è tutta giocata sulla griglia della letteratura.

Infatti, accanto al racconto che Bruni raccoglie dai tasselli della storia ci sono elementi definiti, dallo stesso scrittore, ad intreccio. Accanto a dati precise, a punti storici, a raccordi tra la memorialistica e il sogno compaiono delle lettere immaginarie che costituiscono il vero corpus del romanzo e qui Bruni si rivela nella sua “destrezza” istrionica tra il poeta e il narratore. Ma è chiaro che Claretta non è un immaginario. È la donna che ha segnato le figure femminili di uno scrittore tanto che compare in altri suoi romanzi anche quando la dimensione letteraria – onirica si sposta su altri mosaici esistenziali e letterari.

Commuove, anche, nelle pagine la devozione che Claretta ebbe per Santa Rita, la Santa dei casi impossibili. E Bruni, più volte, fa riferimento alla Claretta che si rivolge a Santa Rita. La donna del Duce è la donna profondamente legata alla cristianità della storia drammatica di Santa Rita e proprio quando comprende il tragico scenario dell’epilogo, in preghiera, Claretta invoca Santa Rita.


L’Autore

Pierfranco Bruni

E' nato in Calabria. Ha pubblicato libri di poesia (tra i quali "Via Carmelitani", "Viaggioisola", "Per non amarti più", "Fuoco di lune", "Canto di Requiem", "Ulisse è ripartito", "Ti amero' fino ad addormentarmi nel rosso del tuo meriggio"), racconti e romanzi (tra i quali vanno ricordati "L'ultima notte di un magistrato", "Paese del vento", "Claretta e Ben", "L'ultima primavera", "E dopo vennero i sogni", "Quando fioriscono i rovi", "Il mare e la conchiglia"). Si è occupato del Novecento letterario italiano, europeo e mediterraneo. Dei suoi libri alcuni restano e continuano a raccontare. Altri sono diventati cronaca. È convinto che la letteratura e la vita senza il sogno, l'amore e l'ironia non avrebbero senso. L'amore quando è sogno ha sempre delle illuminazioni. Gli orizzonti sono nel viaggio e le albe e i tramonti possono anche somigliarsi ma non hanno mai lo stesso colore. Lungo il suo cammino ci sono stati e ci sono molti libri incompiuti, ma non ha alcuna intenzione di definirli. Non viaggia per ritrovarsi perché è convinto che gli approdi non sono mai consapevolezza e che gli arrivi s'intrecciano con le partenze e i ritorni e vanno sempre oltre Itaca. Come in questo romanzo in cui il senso del mistero s'intreccia con i destini e i destini raccontano la vita tra l'alchimia, l'attesa e la speranza. I due segmenti fondamentali che caratterizzano il suo viaggio letterario sono la memoria e la nostalgia. Il mito è la chiave di lettura, secondo Pierfranco Bruni, che permette di sfogliare la margherita del tempo e della vita. Il suo saggio dal titolo “Mediterraneo. Percorsi di civiltà nella letteratura contemporanea” è una testimonianza emblematica del suo pensiero. È presidente del Centro Studi e Ricerche “Francesco Grisi”. Ricopre incarichi istituzionali inerenti la promozione della cultura e della letteratura.

 
 

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