Giovedì 4 ottobre 2012 ore 18.30 Terrazzo Pellegrini VOCI e MUSICA Presentazione del volume “La Bacca e la Belva” di Roberta Mazza. PDF Stampa E-mail
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Voci :

Giuseppe Di Donna - Curatore della prefazione

Pino Tafuri - Attore

Salvatore Venuto - Attore

Gianpaolo Negro - Attore

Musica:

Claudia Pochini -Flauto

 

Una serata speciale sul Terrazzo Pellegrini giovedì 4 ottobre alle 18.30. La poesia che scivola nella musica e si lascia attraversare dai cromatismi ariosi del flauto per poi ritornare corposa nella drammatizzazione degli attori. I versi sono quelli di Roberta Mazza e del suo nuovo libro di poesie La Bacca e la Belva , fresco di stampa per i tipi della Pellegrini. Il titolo tratto dai “Dialoghi con Leucò” di Cesare Pavese, è un’Odissea interiore, la ricerca di un Paradiso che si crede perduto, ma che è in realtà dentro di noi. Il perché è presto spiegato. Non è casuale se l’autrice concepisce la poesia come nutrimento e la scrittura come indagine introspettiva. Nel suo poetare la tristezza e la malinconia – i brasiliani direbbero la saudade o per meglio dire lo struggimento – raggiungono vette elevate, ma senza trasmettere angoscia. Anzi, ogni tentazione di questo tipo è respinta al mittente quando Roberta Mazza utilizza il simbolismo animale, assimilando quello degli umani ai comportamenti di volatili o insetti, specie le formiche.


E se il suo percorso, impregnato di richiami alla letteratura, da Sylvia Plath a Pasolini, dalle Sacre Scritture ai testi di De Andrè, nella sezione “L’animale e i versi” è guidato dall’istinto, è l’innocenza a orientare le liriche di “Fiabesco”, così come è l’Eros, come forma di conoscenza, a rappresentare il leit-motiv della sezione “Anima ignis”.
Una poesia, dunque, da leggere, da ascoltare, da attraversare con i sensi e l’infinito della musica. Sarà il flauto di Claudia, le voci degli attori Pino Tafuri, |Salvatore Venuto, Gianpaolo Negro, Giuseppe Di Donna ( curatore della prefazione) a condurci in questo viaggio dell’anima.


Roberta Mazza scrive da sempre e dappertutto, anche sulle scatole di fiammiferi. Ha studiato a Bologna letteratura e recitazione perché è convinta che, se ami ciò che fai, non dovrai mai lavorare. Attualmente vive in Calabria, dove è nata.
La Bacca e la Belva è la sua seconda raccolta poetica perché, come Wislava Szymborska, preferisce il ridicolo di scrivere poesie, al ridicolo di non scriverne. 

 

 

 

 

 
 

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