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Il Piede e l'orma feed

Direttore: Alfonso Cardamone

 

Il piede e l’orma. Nel mentre stesso che dichiara il titolo, il progetto editoriale si definisce. Così come non c’è divenire senza l’essere o il sostare, alla stessa maniera non si dà essere (o sostare) senza il divenire. Il piede, scalzo ovvero calzato, passa, preme (troppo spesso opprime), e così facendo incide, smuove e scava. L’orma, che è preesistenza di sostanza e al tempo stesso forma impressa dal piede, con quello drammaticamente interagisce e comunque da quello plasmata permane anche quando esso è trascorso. Germina, è fertile. Reca in sé l’humus in cui è stata impressa insieme con la violenza del piede che l’ha scavata. A volte, invece, il passo è leggero, timido come di piede che l’indigenza o la persecuzione abbiano spinto ad esondare oltre i confini ed abbia ritegno a farsi notare, badando a non scavare solchi troppo evidenti e profondi. Ma l’orma, in ogni caso, resta indelebile. Non conta la forza con cui è stato calpestato il suolo, non conta  il tempo che passa e sembra averla colmata. L’impronta sopravvive a se stessa, muta, si ibrida e proprio ibridandosi detta l’irrimettibile forza plasmatrice che fa il divenire dei saperi, l’articolato universo della cultura. Per questo anche quando l’orma è amalgama di sangue (il piede troppo spesso è stato, è calzato da stivale), l’orma continua ad essere fertile.
Così come non si dà radice (presunta?) che non sprofondi in un magma di elementi compositi e diversi, l’orma è traccia di un divenire che fonde ciò che imprime e ciò che è impresso.
 




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IL PIEDE E L'ORMA. CONTAMINAZIONI MERIDIANE Silvia  ALBERTAZZI , Mario  AMATO, Jasmine  BARAHMAN , Andrea CARBONARI, Alfonso CARDAMONE, Antonio CARDELLA, Igor CARDELLA , Marcello CARLINO, Michele  DE GREGORIO, Francesco  DE NAPOLI, Amedeo DI SORA, Enzo   D’ONORIO  , Ziad  ELAYYAN , Beniamino  FIORIGLIO, Ugo  FRACASSA, Antonio LIMONCIELLO , Severo  LUTRARIO, Giuseppe  PANELLA , Carlo  SCAPPATICCI, Renzo  SCASSEDDU
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